Incidente di Bologna: la semplicità del coraggio

Un morto, 145 feriti, un milione di danni stimati e cinque mesi per ripristinare la circolazione sul raccordo autostradale di Bologna. Questi i freddi dati dell’apocalisse che ha sconvolto Bologna il 6 agosto.

In questa apocalisse anche le forze dell’ordine contano i propri feriti; tre poliziotti e 11 carabinieri sono rimasti coinvolti nell’esplosione che, 20 minuti dopo il gravissimo incidente, ha lanciato detriti di asfalto e di auto a centinaia di metri di distanza.Un inferno in cui Riccardo Muci in servizio al Commissariato Santa Viola si è gettato con la semplicità di chi pensa solo al proprio dovere; è sceso in strada, sotto il cavalcavia, cercando di bloccare il traffico e di far allontanare le persone da un luogo che, aveva intuito, diventava ogni istante più pericoloso.

La stessa semplicità con cui Emmanuele Cascella e Giacomo Chiriatti agenti della Stradale della sottosezione “Bologna sud”, al termine del servizio mattutino, ad un passo dalla caserma, decidono di tornare indietro e di dirigersi verso una colonna di fumo visibile a chilometri di distanza. Lì c’era sicuramente qualcuno in pericolo lì c’era il loro dovere.

I tre ragazzi se la sono cavata con ustioni di primo e secondo grado i complimenti del presidente del Consiglio e il ringraziamento di una nazione intera.

08/08/2018