L'Aquila: dolore e preghiera ai funerali di Stato

Una rosa rossa su una baraSi sono svolti a L'Aquila, all'interno della Scuola per ispettori e sovrintendenti della Guardia di finanza, i funerali di Stato delle vittime del terremoto, attualmente arrivate a 290. La cerimonia funebre si è tenuta nel piazzale antistante la caserma della Scuola, che si trova a Coppito, poco fuori L'Aquila. È stata presieduta dal segretario di Stato vaticano, monsignor Tarcisio Bertone e concelebrata dall'arcivescovo del capoluogo abruzzese, monsignor Giuseppe Molinari.

In apertura delle esequie il segretario personale del Papa, monsignor Georg Gaenswein, ha dato lettura di un messaggio del Pontefice. "Questo è il momento dell'impegno, in sintonia con gli organismi dello Stato, che già stanno lodevolmente operando"; Benedetto XVI ha così affidato al suo segretario personale il compito di portare la sua "accorata partecipazione al lutto di quanti piangono i loro cari travolti dalla sciagura". Mentre il cardinal Bertone, nella sua omelia, ha evidenziato che "solidarietà e fraternità sono valori saldi nel popolo italiano".

I locali della caserma sono stati gli ultimi ad accogliere in questi giorni le salme per le identificazioni. Lunghe file di bare allineate e chiuse e tra le tante, alcune piccole e bianche.

Il ministro dell'Interno Roberto Maroni ha annunciato che "fino al giorno di Pasqua continuerà incessante l'azione di ricerca dei superstiti sotto le macerie", dei dispersi se ne contano, secondo fonti d'agenzia, una ventina. Il Ministro ha poi aggiunto che "si procederà alla messa in sicurezza degli edifici e inizierà il lavoro di ricostruzione che non sarà né facile, né breve".

Continua senza sosta la vigilanza diurna e notturna nei luoghi più colpiti dal terremoto; gli oltre mille uomini delle forze dell'ordine vigilano con particolare attenzione, per fronteggiare gli episodi di sciacallaggio.

Nella giornata di lutto nazionale indetta dal governo, hanno partecipato al rito funebre anche il capo dello Stato Giorgio Napolitano e il capo della Polizia Antonio Manganelli insieme alle massime cariche dello Stato.

Il prefetto Manganelli, dopo la cerimonia funebre, ha incontrato gli uomini della questura del capoluogo abruzzese che hanno perso parenti e amici; molti sono anche senza più le case. E visitando poi gli Uffici trasferiti nella tendopoli, ha espresso con commozione la sua vicinanza ai poliziotti che, nonostante le situazioni di disagio personali, hanno continuato a svolgere il proprio servizio per garantire sicurezza e soccorso nelle zone terremotate.

08/04/2009
(modificato il 09/04/2009)


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