“Prendi la mia mano e andiamo al Jihad”, arrestato terrorista a Brescia

Arrestato dagli uomini della Digos della questura di Brescia un cittadino kosovaro per apologia di terrorismo: inneggiava al Daesh e aspirava al martirio.

L'acronimo Daesh viene usato in sostituzione di Isis per indicare lo Stato Islamico. È un termine ritenuto meno offensivo per i musulmani ma allo stesso tempo più dispregiativo nei confronti del gruppo terroristico (la pronuncia araba ricorda il verbo "calpestare, mettere sotto i piedi").

L’attento monitoraggio sul web svolto dagli investigatori, per il contrasto al terrorismo, aveva messo in luce un’attività di diffusione dell’ideologia jihadista che l’uomo esercitava attraverso la Rete.

Nella propaganda effettuata in rete l’uomo esaltava le azioni dei combattenti del daesh, esprimeva solidarietà verso noti terroristi detenuti, e postava diversi video ed immagini con minori che attivavano telecomandi a distanza di auto bomba; auto nelle quali erano stati messi prigionieri del Daesh. Il materiale informatico riferibile all’uomo, evidenzia chiaramente il processo di radicalizzazione dell’arrestato.

Il nome dell’operazione di questa mattina “Tut elimi” è riferibile al titolo di un video che l’indagato ha pubblicato in Internet, intitolato in lingua turca "Tut Elimi de Gidelim Cihada" (traduzione: prendi la mia mano e andiamo al jihad) nel quale è presente un Nasheed (canto religioso).

Oltre ad aver eseguito l’arresto del kosovaro gli agenti hanno effettuato anche una perquisizione personale e una domiciliare.

03/11/2016


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