Latitanza finita per il boss della 'Ndrangheta Marcello Pesce

Dopo sei anni è finita la latitanza di Marcello Pesce, il boss dell’omonima cosca di ’Ndrangheta, che questa mattina è stato arrestato (video) dagli uomini della Squadra mobile di Reggio Calabria, al termine di oltre due anni di indagini condotte in collaborazione con gli agenti del Servizio centrale operativo della Polizia di Stato.

U ballerinu, così era soprannominato l’indagato a causa della sua passione per le discoteche, era ricercato dall’aprile 2010 quando sfuggì all’arresto durante l’operazione “All inside”. Su di lui pende la condanna in secondo grado a 16 anni e 2 mesi di reclusione per associazione mafiosa e intestazione fittizia di beni.

Pesce era inserito nell’elenco dei latitanti pericolosi e dal 2015 era destinatario anche di un mandato di arresto europeo, emesso dalla Corte d’appello di Reggio Calabria.

Gli investigatori della Mobile reggina lo hanno scovato in un appartamento del centro storico di Rosarno, e quando hanno fatto irruzione nell’abitazione, il boss si trovava in camera da letto e non era armato. Il ricercato non ha opposto resistenza e si è subito reso conto della situazione; infatti, rivolgendosi al dirigente della Squadra mobile Francesco Rattà, gli ha detto “Io la conosco, l’ho già vista in tv”.

Insieme a lui nell’appartamento c’erano altri due uomini, padre e figlio, anch’essi arrestati dalla polizia con l'accusa di favoreggiamento.

Per questo grande successo investigativo il ministro dell’interno Angelino Alfano si è complimentato con il capo della Polizia Franco Gabrielli.

01/12/2016