Uniformi e social network: come comportarsi in Rete

Oggi alla Scuola di perfezionamento delle forze di polizia, a Roma, si è tenuto un convegno dal titolo “L’uso consapevole dei Social Network” da parte degli appartenenti alle Forze di polizia e alle Forze armate.

All’iniziativa hanno preso parte il direttore del TG La7 Enrico Mentana, il capo della Polizia Franco Gabrielli, il capo di Stato maggiore della Difesa Claudio Graziano e i professori Mario Morcellini e Anna Maria Giannini, rispettivamente capo dipartimento Comunicazione della Sapienza Università di Roma e docente della facoltà di Psicologia alla stessa Università.

Durante la conferenza è stato proiettato anche un filmato che racchiude delle simulazioni di pubblicazioni e interventi inopportuni sui social network in cui gli appartenenti ai Corpi dello stato possono incorrere.

Infatti sono diversi i casi di battute, commenti e post sconvenienti tra colleghi o amici in un contesto privato, che divulgati in pubblico, hanno generato nei cittadini percezioni non positive sugli uomini in divisa e sulle istituzioni di appartenenza.

Da qui la necessità di affrontare il problema e sensibilizzare chi indossa l’uniforme sul modo più opportuno di comportarsi in Rete, al fine di dare il buon esempio sul web così come avviene nella vita reale.

Il video proiettato, dal titolo “Siamo quello che postiamo”, ha per l’appunto la finalità di portare a conoscenza di tutto il personale di come può essere facile esagerare con quello che si pubblica sui social, mancando di rispetto a noi stessi, ai colleghi, alle istituzioni e ai cittadini. Quindi non una aggiunta di regolamenti da rispettare, che già ci sono, ma un modo per far riflettere sulle conseguenze delle proprie azioni poiché la divisa non si toglie mai.

Nel corso del suo intervento il capo della Polizia ha detto che “Il web è il mondo meno imbrigliabile. La parola chiave è invece consapevolezza. Consapevoli cioè del mondo che stiamo vivendo. Chi porta una divisa - ha continuato Gabrielli- deve avere la consapevolezza di portare una responsabilità in più per i propri comportamenti rispetto alle persone comuni. La gente-ha affermato il Prefetto-giudica le istituzioni non solo da chi ha responsabilità apicali ma anche da chi è alla base della piramide.

Dobbiamo esser sempre presenti a noi stessi -ha infine detto il capo della Polizia- i nostri gesti non appartengono alla sfera privata ma alla struttura alla quale apparteniamo”.

15/06/2017