Riorganizzazione della Polizia di Stato: ecco i “nuovi” commissari

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Oggi alla Scuola superiore di Polizia si è svolta una cerimonia con “Allievi” molto speciali.

In genere i corsisti sono giovani allievi ma questa volta a terminare il corso da vice commissari sono stati uomini di provata esperienza che con la riforma dei ruoli della Polizia di Stato, voluta dal capo della Polizia Franco Gabrielli, hanno avuto la possibilità di accedere ai ruoli dei funzionari. Quindi da oggi 289 commissari che dopo aver ottenuto la sciarpa tricolore dalle mani del prefetto Gabrielli, raggiungeranno chi una nuova sede e reparto e chi a dirigere il vecchio ufficio di appartenenza.

Si tratta di uomini e donne della Polizia di Stato che hanno fatto della loro esperienza bagaglio per poter affrontare con maggiore responsabilità i nuovi incarichi che gli saranno assegnati.  

La loro esperienza

“La mente, il cuore e l’animo riportano ognuno di noi agli esordi, alla strada percorsa in questi anni e al raggiungimento di questo importante traguardo che ci rende orgogliosi. Oggi non è un punto di arrivo bensì il ripartire con entusiasmo e slancio verso nuove sfide, con un unico orizzonte: il servizio al cittadino”. Queste sono state le parole del capo corso Giuseppe Luigi Anzalone, al termine della cerimonia di fine corso.

Abbiamo raccolto anche delle testimonianze di alcuni di loro come quella di Enzo Collorà, in servizio per molti anni alla Squadra mobile di Palermo e ora, con il nuovo incarico, andrà alla Digos. “Un lavoro completamente diverso, una nuova sfida, un senso di responsabilità maggiore”. Enzo era in servizio il giorno dell’attentato di Capaci in cui morirono due suoi cari colleghi nonché amici, Antonio Montinaro e Vito Schifani. Era di pattuglia e appena sentita la notizia corse verso la zona dell’attentato. “Ero lì 30 minuti dopo che c’era stata l’esplosione, vedere quei corpi è stata un’esperienza terribile”. Ma ci sono state anche tante soddisfazioni. “Nel periodo in cui lavoravo presso l’ufficio minori aver potuto aiutare bambini e ragazzi in difficoltà e vedere la felicità nei loro occhi era motivo di grande gioia per me. Conservo ancora con soddisfazione e affetto le poesie e i disegni che mi hanno regalato”.

E ancora Francesco Cicilese che, con la nuova qualifica andrà a gestire un settore dell’Ufficio immigrazione della questura di Palermo. Anche per lui un’esperienza totalmente diversa da quelle precedenti dove si era occupato prevalentemente di combattere la mafia. “Giorni e giorni di appostamenti e pedinamenti, lontani da casa e dalle nostre famiglie, ma quando si arriva al risultato la soddisfazione è enorme. Ricordo l’esperienza dell’arresto di un famoso esponente di Cosa Nostra che all’indomani della cattura si pentì e ci svelò tutti segreti del clan, permettendoci di catturare altri personaggi importanti e di sequestrare parecchi beni e attività commerciali”.

25/05/2018