Antiterrorismo: 15 arresti per associazione sovversiva

operazione di Polizia

Associazione con finalità di terrorismo anche internazionale o di eversione dell'ordine democratico (art. 270 bis del codice penale). Questo e la detenzione di armi i principali reati di cui sono accusate le 15 persone arrestate dalla Polizia di Stato nel corso di un'operazione antiterrorismo. Le indagini continuano e nel frattempo è stato scoperto anche un consistente deposito di armi nelle campagne padovane e altro materiale brigatista nei pressi di Rho, nel milanese.

I 15 arrestati appartengono ad un'organizzazione eversiva, di stampo marxista-leninista, che aveva in progetto di rilanciare le Brigate Rosse facenti parte della cosiddetta "Seconda posizione" (pdf 22 KB).

"Probabilmente questa volta - ha dichiarato il ministro dell'Interno Giuliano Amato - siamo riusciti a prevenire un attentato brigatista". I risultati sono arrivati dopo 2 anni di indagini condotte dalle Digos di Milano, Padova, Torino e Trieste sotto la direzione dell'Ucigos e con "l'importante collaborazione - sottolinea Amato - dell'intero sistema di sicurezza antiterrorismo, a cominciare dal Sisde."

Due anni di indagini sofisticate
Il blitz che ha visto impiegati oltre 500 poliziotti, insieme alle unità cinofile antisabotaggio, elicotteri e nuclei artificieri "è il frutto di una paziente attività investigativa - ha ribadito il capo della Polizia Giovanni De Gennaro-. di un'intelligente collaborazione con i servizi d'informazione nazionale, ma evidenzia soprattutto una non comune professionalità nell'impiego delle più sofisticate tecniche d'indagine".

L'operazione ha preso avvio nell'estate del 2004 dopo un altro blitz che aveva permesso il ritrovamento di documenti di natura eversiva e altro materiale riconducibile ad attività illegali. In una cantina di via Pepe a Milano all'epoca furono scoperti cavi elettrici, esplosivo, taniche di benzina, numerosi documenti e una bicicletta che aveva una telecamera nascosta dentro il fanale e sotto il sellino un apparecchio per registare e trasmettere.
Tra i documenti in mano agli inquirenti dal 2004 ci sarebbe anche un elenco di politici, imprenditori, economisti e personaggi italiani di primo piano con schede dettagliate sui loro spostamenti e le loro abitudini.

"Siamo finalmente riusciti a far luce sulla cellula per la costituzione del partito comunista combattente, spina nel fianco degli investigatori" ha dichiarato il direttore della polizia di prevenzione Prefetto Carlo De Stefano che ha coordinato le indagini. "Si tratta di una cellula di forte natura eversiva ma che critica l'impostazione militarista delle Br-Pcc, privilegiando la natura movimentista attraverso la cosiddetta 'propaganda armata'".

Tra gli arrestati
Oltre ad Alfredo Davanzo, 49 anni, ritenuto uno dei capofila di "Seconda posizione" e già condannato nell' 82 a 10 anni per rapina a mano armata, tra gli arrestati c'è anche Bruno Ghirardi, ex appartenente ai comunisti organizzati per la liberazione del proletariato. L'uomo era libero dopo aver scontato una ventina di anni di carcere per una condanna subita nel 1984.
Nel gruppo delle persone fermate nel corso della maxi-operazione antiterrorismo ci sarebbero anche alcuni sindacalisti della Cgil del Veneto, già sospesi.

Oltre 80 le perquisizioni compiute dagli agenti, anche in alcuni centri sociali di Padova e Milano. Tra le prove raccolte i filmati delle esercitazioni paramilitari che gli indagati facevano in zone di campagna esercitandosi a sparare con armi corte e lunghe. La banda aveva rapporti con altri gruppo eversivi all'estero, in particolare in Svizzera.
15/02/2007
(modificato il 19/12/2007)


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